Recupero Dati in Camera Bianca

Tecnico SOS Dati al lavoro su un hard disk nella camera bianca certificata classe ISO 5

Se hai un hard disk caduto, che fa rumori strani o che il computer all’improvviso non vede più, spesso il recupero dei dati deve passare dalla camera bianca. È un ambiente con aria a contaminazione controllata, nel nostro caso certificato in classe 100 / ISO 5, dove possiamo aprire il disco senza che la polvere finisca sui piatti e li rovini. Operazioni come il cambio delle testine si fanno solo qui. Noi lo facciamo dal 2009.

Cos’è una camera bianca (e cosa vuol dire “classe ISO 5”)

Una camera bianca, clean room in inglese, è un locale in cui la quantità di polvere, fibre e microparticelle sospese nell’aria viene tenuta sotto controllo. Lo si ottiene filtrando l’aria con filtri HEPA, tenendola in movimento con un flusso costante e mantenendo l’ambiente in leggera sovrappressione, così che lo sporco da fuori non entri.

La sigla classe 100 / ISO 5 dice quanto quell’aria è pulita: significa al massimo 100 particelle da mezzo micron in su per ogni piede cubo d’aria. In pratica è aria migliaia di volte più pulita di quella di un ufficio. È lo stesso grado di pulizia con cui gli hard disk vengono costruiti in fabbrica, ed è il motivo per cui, quando si devono riaprire, bisogna ricreare quelle condizioni.

Perché un hard disk si apre solo in camera bianca

Dentro un hard disk i piatti girano a migliaia di giri al minuto, di solito tra i 5.400 e i 7.200. Le testine che leggono e scrivono i dati ci passano sopra restando sospese su un sottilissimo cuscino d’aria, a pochi nanometri dai piatti: più vicine di quanto sia spessa una particella di fumo.

Per rendere l’idea si usa spesso un paragone. Se la testina fosse un aereo di linea, sarebbe come volare a tutta velocità a un centimetro dal suolo, così vicino da contare i fili d’erba a uno a uno senza toccarne nemmeno uno. A quelle distanze basta poco. Un solo granello di polvere finito sui piatti manda le testine a sbattere, il disco si graffia e i dati in quel punto non tornano più. Per questo aprire un hard disk fuori da una camera bianca, quasi sempre, vuol dire perderli.

Altezza di volo delle testine di un hard disk: pochi nanometri dal piatto, come un aereo a 1 cm dal prato; una particella di polvere basta a distruggere i dati

Quando serve la camera bianca, e quando no

La camera bianca non serve per ogni recupero. La usiamo solo quando il disco ha un danno fisico che obbliga ad aprirlo. Capire subito di che guasto si tratta conviene anche a te, perché evita lavorazioni inutili e costi che non avrebbero senso.

Serve quando il danno è meccanico

  • Cambio del gruppo testine, quando il disco ha preso un urto, è caduto o le testine si sono bloccate sui piatti.
  • Sblocco o sostituzione del motore, nei dischi che non girano più o che fanno un ticchettio metallico ripetuto, il classico “click of death”.
  • Trapianto dei piatti su una meccanica donatrice, nei casi più gravi.

Non serve per i problemi logici ed elettronici

  • Problemi logici: file cancellati, formattazione, partizione sparita, file system diventato “RAW”. Qui il disco sta bene fisicamente e si lavora via software, senza aprirlo.
  • Guasti solo elettronici: scheda logica (PCB) bruciata o problema di alimentazione. Questi li risolviamo nel laboratorio di microelettronica in ambiente ESD, non in camera bianca.

Un’ultima cosa, che pochi dicono: la camera bianca riguarda solo gli hard disk meccanici. SSD, schede SD e chiavette USB non hanno parti in movimento, quindi aprirli qui non avrebbe senso; in quei casi si lavora sui chip di memoria. Se il tuo è un SSD, guarda la pagina sul recupero dati da SSD.

Come capire se il guasto è meccanico

Alcuni segnali fanno capire abbastanza presto che il problema è fisico, e che quindi servirà la camera bianca. Riconoscerli in tempo è importante per non fare danni:

  • Rumori metallici, ticchettii o ronzii che si ripetono: di solito sono le testine o il motore. Ne parliamo nelle pagine su hard disk con rumori insoliti e testine rotte.
  • Il disco non gira e non vibra: nessun segno di vita all’accensione, spesso vuol dire motore bloccato o testine incollate ai piatti.
  • Una caduta o un urto recente: anche se fuori sembra intatto, dentro le testine possono essersi spostate. Vedi recuperare dati da un hard disk caduto.
  • Il computer non lo vede anche se è alimentato: può essere meccanico, elettronico o logico, e solo la diagnosi lo dice con certezza. Capita spesso con gli hard disk esterni.
  • Rallentamenti, blocchi improvvisi, file che spariscono: a volte sono settori o testine che si stanno degradando.

Se ti ritrovi in uno di questi casi, lascia perdere i software di recupero fai da te. Su un disco con un problema meccanico non servono, e per di più fanno lavorare una meccanica già malata: il rischio è solo peggiorare le cose.

Il pericolo del “fai da te”

Online si trovano guide che spiegano come aprire l’hard disk in casa, o addirittura come metterlo in freezer. È il modo più rapido per perdere i dati per sempre. In un ambiente normale bastano pochi secondi perché polvere e impronte finiscano sui piatti, e a quel punto il danno è fatto. Ci capita spesso di ricevere dischi già rovinati così: piatti rigati, testine piegate, viti forzate.

Se senti rumori anomali, se il disco è caduto o non viene riconosciuto, la cosa più utile che puoi fare è una sola: spegnerlo e fermarti. Niente riavvii ripetuti, niente scuotimenti, niente freezer, e soprattutto non aprirlo. Ogni tentativo in più toglie probabilità al recupero. Qualche dettaglio in più nelle pagine aprire un hard disk e luoghi comuni e miti da sfatare.

Come lavoriamo noi

Il nostro modo di procedere segue sempre lo stesso principio: non rischiare mai l’originale.

  1. Diagnosi gratuita. Guardiamo il disco e capiamo che guasto ha. Solo allora sappiamo se la camera bianca serve davvero.
  2. Intervento in camera bianca ISO 5. Apriamo il disco e sistemiamo la parte meccanica, testine, motore o piatti, con componenti donatori compatibili. La compatibilità non è un dettaglio: il donatore deve essere della stessa famiglia e revisione di firmware, altrimenti le testine non leggono bene i piatti.
  3. Stabilizzazione e clonazione. Quando il disco torna leggibile lo copiamo settore per settore su un supporto sano, con strumenti pensati per gestire le zone più difficili senza forzare le testine. Da qui in avanti lavoriamo sulla copia, non sull’originale.
  4. Estrazione dei dati. Ricostruiamo il file system, tiriamo fuori i file e li controlliamo prima di consegnarteli.

Quando oltre al guasto meccanico c’è anche un problema elettronico, per esempio una scheda da trasferire, interveniamo pure nel laboratorio di microelettronica in ambiente ESD, con dissaldature e risaldature di precisione. È la combinazione che ci permette di portare a casa anche casi che altri laboratori preferiscono non toccare. Dal 2009 recuperiamo i dati nel 95% dei casi che ci arrivano.

Quanto costa

Diagnosi e preventivo sono gratuiti, e paghi solo se il recupero riesce: nessun anticipo, e se i dati non tornano non paghi niente. Quanto costa dipende dal tipo di guasto, da quanto è grave e dalla capacità del disco; il prezzo te lo diciamo chiaro prima di iniziare. Un’idea di massima la trovi nella pagina dei prezzi del recupero dati.

Il ritiro con corriere è gratuito in tutta Italia e lo organizziamo noi, così non devi muoverti da casa. Trattiamo ogni dispositivo nel rispetto del GDPR e, se ti serve, con un accordo di riservatezza. Per farci vedere il tuo caso puoi chiamare il numero verde 800.032302 o chiedere un preventivo gratuito.

Domande frequenti sulla camera bianca

Che cos’è la camera bianca per hard disk?

È un ambiente con aria a contaminazione controllata (da noi classe 100 / ISO 5) dove si aprono gli hard disk con guasti meccanici senza che la polvere finisca sui piatti e rovini i dati.

Come funziona una camera bianca?

L’aria viene filtrata con filtri HEPA e tenuta in flusso controllato, con una leggera sovrappressione che impedisce alla polvere di entrare. Così si possono maneggiare testine e piatti senza che un granello li danneggi.

Quando è davvero necessaria la camera bianca?

Solo quando il danno è fisico o meccanico: cambio testine, sblocco del motore, trapianto dei piatti. Per i problemi logici, come file cancellati, formattazione o partizioni perse, e per i guasti solo elettronici non serve.

Posso aprire l’hard disk da solo?

Meglio di no. Aperto fuori da una camera bianca, in pochi secondi il disco prende polvere e impronte sui piatti: il danno è permanente e spesso rende il recupero impossibile. Se è danneggiato, spegnilo e non insistere.

La camera bianca serve anche per gli SSD?

No. SSD, schede SD e chiavette USB non hanno parti meccaniche, quindi non si aprono in camera bianca. In quei casi si interviene sui chip di memoria.

Quanto costa il recupero in camera bianca?

Diagnosi e preventivo sono gratuiti e si paga solo a recupero riuscito. Il costo dipende dal tipo e dalla gravità del guasto e dalla capacità del disco, e te lo diciamo prima di procedere.

Il tuo hard disk fa rumori, è caduto o non viene riconosciuto? Non rischiare il fai da te. Chiedi una diagnosi gratuita o chiama il numero verde 800.032302: guardiamo il tuo caso e ti diciamo subito se e come possiamo recuperare i dati. Qui trovi tutto il nostro servizio di recupero dati hard disk.

A cura di Giulio Cesaroni, SOS Dati. Recupero dati professionale dal 2009, camera bianca certificata classe 100 / ISO 5 e laboratorio di microelettronica in ambiente ESD.